#101calabrie: Cetraro, i titani e la riviera dei cedri
Si dice che per la sua nascita Cetraro, suggestivo paese del Tirreno cosentino, abbia scomodato persino i Titani, il dio del sole e i suoi figli. Si narra, infatti, che la terra dove sorgeva l’antica Lamezia, prese il nome dall’omonima figlia del dio Elio, che lì dimorava, ospitando anche il fratello Fetonte, prima che venisse fulminato da Zeus e precipitasse con i suoi cavalli alati.
Per seppellire il fratello, la ninfa fu costretta ad abbandonare la sua terra, della quale si impossessarono i Titani, fuggiti dalla prigionia dell’Etna, scagliando, in segno di ribellione, enormi sassi contro l’Olimpo. Proprio per via di Lamezia, che significa “colei che illumina”, si credeva che i lampi che annunciassero la tempesta scaturissero da questo angolo di Calabria, mentre gli scogli che ancora oggi spuntano dal mare antistante si dice siano quelli che i giganti lanciarono contro gli dei. Così, secondo il mito nacque la cittadina di Cetraro, il cui nome sembra derivi dal fatto che è ricca di cedri, di cui andavano ghiotte le sirene, le quali, frequentando questa costa del Tirreno, nota oggi, appunto, come “Riviera dei cedri”, esigevano in dono dalle popolazioni indigene il prezioso frutto, ritenuto simbolo di fertilità e bellezza.