#101calabrie: la primula rossa della Sila

Pubblicato il da Calabresi Creativi

#101calabrie: la primula rossa della Sila
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Nella foresta della Sila, assurse al mito di imprendibile, di “fatato”, di eroe Domenico Straface, detto Palma, la Primula Rossa della Sila, l’inafferrabile. Era un contadino povero di Longobucco, che si diede alla macchia nel 1847 all’età di vent’anni, dopo essersi ribellato ai soprusi di un signorotto del luogo. Si muoveva tra la Sila e la costa Jonica, sino alla Lucania, a capo di una banda propria e riuscì a vivere da latitante “fuoribando”per oltre vent’anni. La caccia nei suoi confronti divenne ì particolarmente spietata nel periodo post unitario, ma Palma non si sottrasse alla battaglia, uccidendo spesso le guardie nazionali e gli squadriglieri. Molte volte venne accerchiato coni suoi compagni, ma riuscì sempre a sfuggire alla cattura, con l’astuzia e la pazienza.

Nasceva, così, la sua fama di inafferrabile, di eroe sovrannaturale. La gente credeva che fosse protetto da forze magiche, salvato dagli spiriti della montagna. Era un brigante che affascinava le donne, bello e coraggioso,che colpiva la fantasia popolare. Non era un sanguinario, aiutava i contadini più poveri e rubava solo ai grandi latifondisti. Riusciva, però, ad essere spietato con i suoi nemici. Il suo destino era segnato: un suo amico, Pietro Librandi, guardiano del barone Guzzolini, lo tradì per denaro tendendogli un agguato con i Carabinieri nei pressi del bosco di Macchia Sacra in Sila, nel luglio del 1869. Palma, ferito, si rifugiò in un fosso, per tutta la notte gridò dal dolore, ma nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi a lui, perché aveva con sé ancora il suo fucile. All’alba un carabiniere lo finì. Librandi riscosse la taglia di 10.000 lire di allora, una vera fortuna. Finiva così la vita di Palma, la “Primula Rossa”della Sila, ma cominciava la sua leggenda.

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