#101calabrie: Oriolo Calabro

Pubblicato il da Calabresi Creativi

#101calabrie: Oriolo Calabro

Oriolo, per estensione territoriale, è il più vasto dell'Alto Jonio. è un paese medioevale, nacque come fortezza a difesa dei cittadini scappati dalle coste per rifugiarsi dalle continue incursioni dei saraceni.

Arroccato su uno sperone a circa 500 metri d'altezza, conserva uno splendido borgo medievale intatto, con belle facciate di palazzi nobiliari, sulla strada principale che porta al castello aragonese. Fu feudo dapprima deiSanseverino da Salerno, per poi passare nel XVI secolo, ai marchesi Pignone del Carretto.

Il centro abitato è diviso nei rioni Terra  e San Pietro, collegati tra loro dalla piazza del Borgo ed è agiato su un vasto pianoro tra due colli delimitato, da un lato, dall'orrido di Fautiota. 

Il centro storico, nel rione Terra, si eleva su una rupe naturalmente fortificata che domina l'alta  vallata del torrente Ferro, all'incrocio dell'asse viario che, fin dalla preistoria, metteva in comunicazione questi luoghi con la valle del Sarmento e del Sinni.
 
In posizione dominante la mole del Castello, che conserva del periodo medioevale soltanto la torre a pianta quadrata, sul lato settentrionale della costruzione. Il castello che oggi si osserva è, con la pianta quadrangolare e i suoi torrioni cilindrici, di epoca aragonese. Restaurato di recente, ospita al suo interno molte belle sale, alcune delle quali affrescate.
 
Di fronte al castello sorge sorge la chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio. é sicuramente di origine normanna, come testimoniano sia alcuni elementi architettonici della torre campanaria che i leoni stilofori e le statuette raffiguranti S. Pietro e S. Paolo in origine posti sul portale d'ingresso.  All'originale impianto a due navate nel '700 è stata aggiunta una terza navata, si è ricostruita la facciata (quella attuale)  e si è decorato l'interno in stile barocco. 
Oggi il recente restauro ha permesso di riportare alla vista, tramite lastre di cristallo nel pavimento, le cripte e le fondazioni sottostanti la chiesa.
Altro luogo di grande intessesse è la chiesa della Madonna della Virtù, con uno splendido portale in pietra. 
Tra le costruzioni civili merita una visita il restaurato palazzo Giannattasio, appartenuto all'omonima famiglia patrizia e ora sede di mostre ed attività culturali del comune.
Suggestivo è comunque tutto il centro storico che già dal XV secolo venne circondato da mura. L'impianto urbanistico è, da quel che si può vedere , del '600, con un'arteria principale che parte dalla residenza del Signore e attraversa tutto l'abitato fino alle porte che si aprono nelle mura di cinta, e le altre strade che si innestano ad essa, quasi a spina di pesce. 
E' utile ricordare come sulla via principale sorgessero le case della nobiltà che tributava il suo omaggio al feudatario, addobbando le ringhiere dei balconi con tappeti e drappi preziosi ogni qualvolta  che costui, seguito dalle guardie del corpo, partiva o rientrava dal castello. 
Si può immaginare lo sfarzo di tali parate osservando la processione del Santo protettore di Oriolo, seguita da un drappello di guardie armate e in costume, che tramandano ancora oggi una consuetudine feudale.
Fuori dall'abitato troviamo il Palazzo S. Stefano costruito alla fine del '400 per i marchesi di Oriolo e trasformato all'inizio dell'800 in azienda agricola completamente autosufficiente. 
La struttura a pianta quadrata con grande corte centrale e le murature esterne gli conferiscono l'aspetto di una fortezza. Nel palazzo padronale si conservano ancora le porte della reggia di Napoli e numerose pitture murali.

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